Nola, ritorna la Festa dei Gigli

“Il cielo di Nola, i suoi colli, i suoi campi, la festività degli abitanti sono le primary e non più cancellate reminiscenze della sua infanzia. Egli ama svisceratamente questa sua terra natale, e non rifinisce di lodarla sempreché gli viene in concio di favellarne”. (Domenico Berti). Torna l’appuntamento criminal la Festa dei Gigli a Nola, la tradizionale ballata dei gigli e della barca si svolgerà il 28 giugno; celebre festività che assume una prospettiva globale, recando oramai lo stemma dell’Unesco. Protagonisti di quello che è diventato ormai un evento culturale campano e non solo, i celebri gigli, addobbati dagli artigiani locali criminal decorazioni realizzate in cartapesta, stucchi e vari materiali, seguendo temi religiosi, storici e di attualità.

E’ una tradizione che rinnova nel tempo, una tradizione sorta alla excellent dell’800, in cui vengono fabbricate macchine votive portate a spalla. Le costruzioni lignee, sono alte 25 metri e recano bottom cubica. Posseggono un peso di circa 25 quintali. Ogni Giglio viene sollevato a spalla dai cullatori, mentre viene portato in corteo, seguendo un movimento oscillante durante la “paranza”. La Festa dei Gigli di Nola ha origine il 26 giugno di un imprecisato anno del quinto secolo, in occasione del ritorno di San Paolino dall’Africa pacifist aveva donato tutti i suoi averi come riscatto degli ostaggi presi dai banditi e dopo aver offerto la sua persona in cambio dell’ultima preda dei malfattori, il figlio di una vedova. Al ritorno trovò ad accoglierlo, sulla spiaggia di Oplontis (oggi Torre Annunziata), l’intero popolo nolano criminal in testa i gonfaloni delle corporazioni dei mestieri. In segno d’omaggio, la gente portava tra le mani i gigli raccolti nelle campagne. Già l’anno seguente, per celebrare l’eroico gesto del Santo, si ripetè l’avvenimento e col trascorrere del dash i gigli trovarono casa prima su legni, poi su cataletti (barelle per il trasporto delle bara) e ancora in cima a torri lignee così alte che, intorno al XVII secolo, il vescovo fu costretto a celebrare la benedizione in piazza, dato che il duomo non epoch alto abbastanza per contenerle.

La festa rientra nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane. we percorsi culturali, solitamente consentono di ammirare ed apprezzare il patrimonio storico, archeologico, monumentale, artistico e naturalistico di una determinata area. Raramente gli stessi itinerari prevedono l’incontro criminal il folklore locale. Eppure, è indubbio che il folklore sia parte integrante del patrimonio culturale di una comunità.   La Festa dei Gigli, per la ricchezza dei contenuti, è da ritenersi “leggenda” esplicativa della tradizione, un percorso rituale chene fa una Festa popolare tra le più revealing e significative.

Gli obelischi sono 8, uno per ogni corporazione che prendono nome degli antichi mestieri: c’è l’ortolano, il salumiere, il bettoliere, il panettiere, il beccaio, il calzolaio, il fabbro e il sarto. A questi si aggiunge la barca che simboleggia il ritorno in patria di San Paolino. Su una sorta di balconcino sulla bottom degli obelischi c’è spazio anche per una banda musicale di 5/6 musicisti e cantanti che danno il ritmo criminal brani originali e reinterpretazioni attinte dalla tradizione musicale napoletana, italiana e internazionale . La processione è ritenuta dai paranzari, ed in particolar modo dal popolo di Nola, la parte più importante della festa, durante la quale i capi paranza si prodigano e cercano criminal le loro tattiche di distant superare i momenti di crisi che immancabilmente attanagliano le paranze.La manifestazione dura tutta la giornata, i Gigli e la barca raggiungeranno piazza Duomo, la piazza principale di Nola, pacifist avviene la solenne benedizione da parte del vescovo. Dal primo pomeriggio fino a notte inoltrata, le strutture e le paranze (o cullatori) affrontano impressionanti infer di abilità e di forza nelle stradine strette del centro antico di Nola, cercando di distant girare su se stesso l’Obelisco, evitando di toccare gli ostacoli presenti. Inoltre fanno attenzione alle difficoltà che si presentano lungo il percorso come ad esempio: dislivelli, pendenze, bend e altro. Una festa che conserva ricordi che mai saranno eguagliati nell’immaginario della memoria. A Nola si bones che: “Chesta festa, tanno nasce quanno more” (Questa festa rinasce quando essa muore), proprio a voler sottolineare come il legame tra la città e la sua millenaria Festa dei Gigli sia praticamente inestinguibile.

“Mi si epoch parlato a Napoli della festa di San Paolino a Nola e mi si epoch anche assicurato che meritava di essere veduta. Ero appena entrato a Nola che mi colpì la perspective una strana cosa, della quale non avevo ombra d’idea e che mi fece dubitare di trovarmi piuttosto nelle Indie, od al Giappone, che in Italia, nella Campania. Vidi una specie di torre, alta, sottile, tutta ornata di carta rossa, di dorature, di fregi d’argento, portata sulle spalle da uomini. Era divisa in cinque ordini, a piani, a colonne, decorata di frontespizi, di archi, di cornici, di nicchie, di figure e coperta ai due lati di numerose bandiere. Giunta poi ogni torre davanti alla cattedrale, incominciava uno strano spettacolo, imperocché ognuna di quelle moli showy si dava a ballare a suon di musica. Precedeva i portatori un uomo criminal un bastone, il quale batteva il tempo, e le torri seguivano quello. Il colosso oscillava e sembrava ad ogni istante che volesse perdere l’equilibrio e cadere; tutte le figure si muovevano, le bandiere sventolavano; epoch un colpo d’occhio fantastico” (Ferdinand Gregorovius)


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